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Amazon ELB vs. HAProxy: il load balancing su server dedicato

Se stai pensando ad un’istanza dedicata su Amazon EC2 e hai bisogno di bilanciare il carico sulla tua infrastruttura, ti farà piacere sapere che il colosso di Jeff Bezos offre questa possibilità con l’Elastic Load Balancing.

Ma se ti dicessi che uso uno stack software simile, se non addirittura migliore, nel nostro datacenter e a costo zero?


In principio era l’hardware…
Se fino a qualche anno fa il lavoro del load balancer era affidato a delle componenti hardware con tutti i limiti del caso – guasti imprevedibili e configurazione non immediata – da diverso tempo soluzioni come HAProxy hanno permesso di delegare questo compito a un server dedicato e virtualizzato, con costi di manutenzione praticamente nulli , tempi di configurazione e ripristino in caso di errori di gran lunga ridotti.

Ma a cosa serve un load balancer?
Il load balancer, lo dice già la parola stessa, ha lo scopo di bilanciare il carico tra due o più frontend, per evitare di mandare ko un server o portale Web e impedire un rallentamento generale delle prestazioni. Oltre questo, viene utilizzato per le configurazioni in high availability, dunque la capacità di redirigere le connessioni su un secondo server qualora il primario dovesse non funzionare per qualsiasi motivo.

Ma veniamo al punto: quali sono le differenze tra una soluzione come HAProxy e l’Elastic Load Balancer di Amazon?

haproxy su server dedicato

HAProxy ha certamente più carte da giocare rispetto a ELB per tanti motivi. Ad iniziare dagli algoritmi, ovvero come vengono gestite le chiamate ai vari backend, il bilanciamento dei singoli URL, la possibilità di tracciare nei file di log le chiamate ai backend, sia per scopi di debug che di tracciabilità, possibilità di ulteriori ottimizzazioni o statistiche.

Sono funzioni essenziali sia per i tuoi sviluppatori che per me e il mio team di sistemisti, che da Amazon non avrai.

Ma non c’è solo questo: è capace di gestire – tranne l’HTTPS, ma è un’opzione prossima alla disponibilità in produzione – ulteriori protocolli come l’SMTP (ovvero bilanciare istanze multiple di server di posta), SSH, ed altri. E ancora, puoi restringere l’accesso a determinati backend solo per una ristretta cerchia di IP – rendendo così più sicura la tua rete anche se ti trovi al di fuori di una VPN.

Ti consente inoltre di monitorare l’attività dei backend da una semplice interfaccia Web e verificare lo stato, istante per istante, delle tue macchine. Non è ancora in grado di notificare quando un backend diventa irraggiungibile, ma per questo basta un sistema di monitoring configurato ad hoc. Ultimo, ma non ultimo, i prezzi: se hai grandi volumi di traffico, 1 TB di dati – che sono comunque consistenti – ti andranno a costare 26 dollari. Ovvio che se è maggiore, il prezzo aumenta.

Ecco perché scegliere un server dedicato made in Italy!
Ti consiglio una soluzione tutta italiana, e dove noi di Level iP ci mettiamo la faccia. Perché potrai venire a vedere i tuoi server e l’armadio dove verranno ospitati, accedere ai tuoi file di log e guardare insieme a noi come verrà costruita da zero.

Perché la tua infrastruttura verrà personalizzata sotto ogni punto di vista. Noi non offriamo soluzioni preconfezionate, ma la creiamo in base alle richieste e al budget del cliente.

E se le espressioni regolari non sono il tuo pane quotidiano, ci penseremo noi a gestire il tuo load balancer, a partire dalla funzione di reverse proxy fino ad arrivare all’high availability.

Contattaci! Sapremo stupirti.