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Performance: la latenza media è davvero un indice reale?

Oggi voglio parlarti di come a volte vengano erroneamente tracciate le performance di un sito basandosi sulla latenza media, ovvero il tempo medio di risposta in secondi.

E allo stesso tempo, capire quali siano le ottimizzazioni più importanti affinché il tuo sito funzioni nella maniera migliore possibile.

Un esempio pratico.
Poniamo il caso che il tuo applicativo sia configurato per servire 100 richieste al minuto. Le prime 20 connessioni hanno una latenza di 10 ms, le successive 60 una latenza di 200 ms, mentre le ultime 20, se incappano in un database lock, impiegheranno 10 secondi per visualizzare la pagina.

Facendo un calcolo, la latenza media sarebbe di 2.1 secondi!

Potrebbe essere un tempo accettabile per tutti e 100 gli utenti che si collegano in quel dato minuto. Se non fosse che, in realtà, gli ultimi in ordine di arrivo sono tentati di lasciare il tuo sito perché troppo lento. La latenza differisce tra pagina e pagina.

Assodato che la latenza media non è un indice affidabile, le prestazioni di un sito dipendono anche dal tipo di pagina richiesta. Prendiamo l’esempio di un e-commerce: un po di latenza sulla home page, in genere, è molto meno problematica che tanta latenza durante la fase di checkout!

D’altronde, se il cliente sul punto di sborsare i suoi preziosi eurini vede il sito rallentare poco prima del checkout potrebbe pensare “andrà a buon fine la transazione bancaria?” e potrebbe abbandonare il funnel poco prima del suo completamento.

È chiaro che latenza sul checkout (punto di uscita dal funnel) oppure sul login (punto di ingresso nel funnel) sono molto meno accettabili che una home page un po’ lenta.

A maggior ragione la latenza media del sito, in questo caso, non può essere un indice affidabile di performance, perché non riesce ad evidenziare le transazioni più critiche, specialmente in caso di elevata variabilità dei tempi di risposta.

Quindi, non esiste l’indice di misurazione migliore?
Tutto sta nell’individuare quali pagine del tuo sito siano essenziali per il tuo business e misurare un KPI rappresentativo per quelle pagine, ad esempio un indice Adpex.

Quando avrai definito un KPI significativo per le pagine che ti interessano realmente, allora sarai in grado di intraprendere delle azioni di sviluppo oppure sistemistiche atte a risolvere eventuali problemi. E, come sempre, non esiste una soluzione univoca per qualsiasi piattaforma, ogni caso va valutato singolarmente sito per sito, server per server, cliente per cliente.

Avere un proprio server in cloud dedicato significa anche poter personalizzare ulteriormente la tua infrastruttura e la capacità di misurazione delle KPI che ti interessano realmente. Puoi affidarti a prodotti shared ed infrastrutture di monitoring IAAS, ma spesso scoprirai che queste non sono necessariamente in grado di cogliere le nuancès realmente che ti servono per orientare le tue scelte di business.

Proprio per questo motivo, a seconda delle tue esigenze e in base a quanto vuoi offrire ai tuoi clienti, i nostri server in cloud dedicato, possono essere una soluzione su misura ai problemi di performance (e di misurazione di quest’ultima) della tua infrastruttura web.