Ultimamente sento molto parlare di App Hosting, per alcuni si tratta di hosting dedicato ad applicazioni mobile, per altri si tratta di una forma di hosting “infrastructure as a service”.

Se siete familiari con Ruby, Phyton, Scala, Node.js, avrete probabilmente già sentito parlare di app hosting e lo avrete probabilmente associato a servizi quali Heroku oppure Google Apps.

Se poi questi servizi effettuino l’hosting di applicazioni dedicate al mobile oppure applicazioni web, questo è un altro paio di maniche: una piattaforma IAAS può ospitare sia app dedicate al mobile che servizi web 2.0 tradizionali e, più in generale, anche un banalissimo server dedicato può farlo, dipende da come lo si configura.


Perchè questa confusione? E’ tutto un problema di marketing.

Non è un mistero che il mercato dei servizi hosting è un mercato di sostituzione dove un fornitore potrebbe valer l’altro a meno di prezzo e dati di targa del servizio. Per questo motivo, gli hosting provider concorrono in modo molto serrato e, per sopravvivere o guadagnare quote di mercato, tendono a differenziarsi dalla concorrenza. C’è chi si differenzia tagliando i prezzi e c’è chi offre prodotti alternativi magari a prezzi un po più alti.

In questo senso l’app hosting è un prodotto alternativo. Se poi sia un prodotto adeguato ai tuoi bisogni, dipende da una serie di fattori.

Innanzitutto ci sono un paio di ostacoli:

In primo luogo, le principali piattaforme di app hosting IAAS non sono su territorio italiano. Sono convinto che se cerco un po su google posso trovare dei nomi italiani, così come sono convinto che si tratti per lo più di servizi di hosting tradizionali che stanno cercando di fare pivot su di un mercato alternativo.

Questo significa esporsi a legislazione straniera oppure a provider che potenzialmente troppo piccoli per essere affidabili.

In secondo luogo esistono una serie di barriere tecniche all’utilizzo dell’app hosting IAAS, in particolare nella scelta degli ambienti di sviluppo, nel modo in cui il software deve essere scritto ed una serie di barriere tecniche in uscita dalla piattaforma condivisa. Nulla che non si possa superare, ma che sicuramente ha un costo.

Poi ovviamente ci sono anche i pregi.

Ospitare le proprie applicazioni in nei server cloud di Heroku o Google può conferire una buona scalabilità all’applicazione, sebbene non illimitata. Inoltre l’app hosting condiviso è una sistemazione relativamente comoda per tutte le aziende che stanno facendo start-up oppure che stanno esplorando le potenzialità di una app e/o di un servizio web.

E tuttavia non si tratta di una scelta facile.

Infatti, quando un’azienda italiana crea un’applicazione dedicata al mercato italiano potrebbe convenire che questa risieda sul territorio italiano per ragioni legali, fiscali e anche tecniche: penso al gioco digitale, alle applicazioni dedicate al giornalismo oppure che manipolano dati medici… e potrei continuare.

In questo caso cosa puoi fare? Puoi comprare il classico server VPS da un hosting provider italiano, puoi prendere in hosting alcuni server da un datacenter italiano, puoi comprarti direttamente i tuoi server e metterli in housing in una webfarm italiana oppure direttamente nella tua sede.

E poi ti configuri il tuo app hosting su misura all’interno di un normale servizio di hosting.

Come vedi, le tre alternative che hai attualmente sul mercato italiano sono abbastanza tradizionali. Poi, se vuoi, ci sono io a poterti offrire una via di mezzo, un app hosting di taglio sartoriale, se ti va di intenderla così.

Se la cosa ti può interessare, contattami attraverso questo form.